Allergie agli animali domestici: il nostro amato gatto è tra i principali fattori di rischio - UPMC Salvator Mundi International Hospital
    • 22 GEN 19
    Allergie agli animali domestici: il nostro amato gatto è tra i principali fattori di rischio

    Allergie agli animali domestici: il nostro amato gatto è tra i principali fattori di rischio

    Cresce il numero delle persone che soffrono di allergie. Il 10% di loro risulta essere allergico agli animali domestici, con i quali vive a stretto contatto negli ambienti interni. Prima fonte di allergeni in questo ambito, dunque, risulta essere il gatto, seguito dal cane e dal cavallo.
    Il gatto è fattore di rischio per allergie non solo in ambiente domestico, ma anche in uffici, scuole e verosimilmente in tutti gli ambienti comunitari. Gatto che, tra l’altro, porta con sé un allergene particolarmente stabile anche alle operazioni di bonifica dei locali e anche dopo aver allontanato l’animale.
    La presenza di allergeni di gatto può comportare la sensibilizzazione di soggetti non sensibilizzati e, soprattutto, indurre o aggravare la sintomatologia – come rinocongiuntiviti ed attacchi asmatici – nelle persone allergiche.
    In ogni caso tutti gli animali, piumati o con pelliccia, possono provocare allergie e favorire la crescita degli acari della polvere ed il rischio di sensibilizzazione.
    Le proteine che si trovano nei peli degli animali domestici, nella pelle, nella saliva e nell’urina possono causare una reazione allergica o aggravare l’asma. In alcune persone, entrare in contatto con il pelo o le piume di animali domestici o inalare gli allergeni, in caso di ipersensibilità, possono causare le seguenti reazioni:

      • Rinite allergica, starnuti ripetuti, tosse;
      • Prurito a naso, palato o gola;
      • Congiuntivite allergica;
      • Difficoltà di respirazione e respiro sibilante;
      • Orticaria, dermatite o eczema

    Possono a volte rappresentare una fonte di allergia anche il cibo per animali e perfino la paglia presente nella gabbia, così come le muffe, dette “Aspergillus”, molto allergizzanti, possono essere presenti negli escrementi degli uccelli.
    E mentre pesci e tartarughe marine non sono di per sé pericolosi, gli acquari domestici, incrementando il vapore acqueo nella stanza, favoriscono la presenza di muffe e acari, quindi di allergie.

    I derivati epidermici di animali domestici. “I derivati epidermici di animali domestici – come spiega anche la Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute – sono rilasciati da saliva, forfora e urina di cani e gatti, ma anche di uccelli e scarafaggi. Una volta essiccati e frammentati, rimangono sospesi in aria nella polvere. L’allergene più importante è identificato con la sigla Fel d 1 ed è localizzato soprattutto sul pelo e in minor misura nella saliva.A differenza di quanto accade per gli acari, gli allergeni di gatto sono associati a particelle molto piccole, di diametro uguale o inferiore a 2.5 µm. Essendo molto leggere, le particelle rimangono sospese nell’aria in quantità molto elevata e per lungo tempo e, quando precipitano, si accumulano nelle imbottiture, tende, tappeti, tappezzerie, ove permangono a lungo anche dopo che l’animale è stato allontanato. Negli ambienti in cui sono vissuti gli animali, occorrono almeno sei mesi dal loro allontanamento per riportare i livelli di concentrazione ai valori di quelli in cui l’animale non è presente. Gli allergeni possono essere trasportati attraverso i vestiti e possono ritrovarsi anche in ambienti dove gli animali non sono stati mai presenti”.

    Cosa fare dunque in presenza dei sintomi dell’allergia?
    E’ fondamentale rivolgersi sempre ad un allergologo per un approccio completo finalizzato ad una corretta strategia terapeutica.
    Lo specialista si occuperà di elaborare un’accurata anamnesi analizzando le informazioni riferite dal paziente ed eventuali manifestazioni allergiche. “Gli approfondimenti proseguiranno con l’iter diagnostico – spiega la dott.ssa Alessandra Fantauzzi – test cutanei (Prick test) e analisi sui campioni di sangue che possono poi confermare il sospetto diagnostico. Una volta individuati gli allergeni responsabili, le persone affette da allergia da animali domestici dovrebbero evitare i fattori che possono incrementare il rischio di sviluppare forme allergiche più gravi e scatenare eventuali crisi asmatiche. I sintomi possono essere controllati con la terapia farmacologica più adeguata.
    Per i pazienti che presentano una sola allergia – conclude la nostra allergologa – potrebbe essere possibile ricorrere all’immunoterapia specifica, cioè un trattamento in grado di desensibilizzare progressivamente l’organismo nei confronti dell’allergene”.

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