Coronavirus. Essere genitori oggi, il difficile equilibrio - UPMC Salvator Mundi International Hospital
    • 15 GIU 20
    Coronavirus. Essere genitori oggi, il difficile equilibrio

    Coronavirus. Essere genitori oggi, il difficile equilibrio

    Famiglie e neo genitori ai tempi del Coronavirus. Le difficoltà che la pandemia in questi mesi ha causato non sono finite. La necessità di continuare a rispettare misure di sicurezza e distanziamento sociale non consentono ancora di tornare a vivere liberamente i rapporti sociali e, in alcuni casi, anche familiari. Come nel caso delle donne in gravidanza e delle neo mamme.

    Alla nostra dott.ssa Simona Di Giovanni – psicologa e psicoterapeuta familiare della Brain Clinic di UPMC Salvator Mundi – abbiamo chiesto il punto della situazione e soprattutto alcuni consigli utili.

    In genere, quali problemi emotivi possono presentarsi prima o dopo il parto?

    Sono problemi emotivi spesso minimizzati, incompresi o nascosti per imbarazzo e vergogna. Durante la prima settimana dopo il parto, le madri possono andare incontro al “baby blues”: sono particolarmente sensibili, possono avere attacchi di pianto, sentirsi irritate o con il morale altalenante, perdere fiducia in se stesse. E’ dovuto a cambiamenti ormonali e sono in genere sufficienti un po’ di comprensione e sostegno da parte del partner e della famiglia. Non ci si deve preoccupare.
    Se invece i sintomi continuano, in media oltre la quarta settimana, bisogna prendere in considerazione una depressione post partum. Essa tende a svilupparsi gradualmente e può persistere, se non curata, anche per alcuni mesi. Se non trattata, può avere ripercussioni importanti sul bambino e su tutta la famiglia. Spesso queste madri hanno una storia personale di depressione prima o durante la gravidanza, difficoltà nella relazione con il partner, mancanza di supporto pratico ed emotivo, un accumulo di eventi stressanti. Alcune donne affette da depressione post partum si sentono ansiose, altre depresse, altre ancora provano molta rabbia. E’ importante che la donna non si vergogni della propria sofferenza e che cerchi aiuto, in modo da potersi prendere cura del bambino nel migliore dei modi.

    E in questo periodo di pandemia cosa comporta, dal punto di vista psicologico, avere un bambino?

    Il periodo della gravidanza e della perinatalità è sempre un momento molto delicato della vita dei genitori. Con la pandemia si possono aggiungere emozioni molto intense legate al pericolo del contagio, quali senso di vulnerabilità, impotenza, insicurezza. A queste paure si aggiungeranno una serie di limitazioni conseguenti alle necessarie misure di distanziamento sociale: gravidanza vissuta in isolamento, limitazioni alla presenza di una persona di sostegno durante il travaglio ed il parto, contatti con il personale di assistenza durante il ricovero ridotti al minimo ed ostacolati dalle mascherine, nessuna visita alla neo-mamma in ospedale e limitazioni alle visite poi a casa.

    La pandemia ha indotto un cambiamento di routine familiare e lavorativa. Quali ripercussioni psicologiche e relazionali può comportare nei neo genitori?

    Al ritorno a casa dei neo genitori, la paura del contagio, data per esempio dal papà che continuerà a lavorare o dalla presenza di una figura di supporto esterna, può prendere la forma dell’ipocondria. Alle normali preoccupazioni per la salute del bambino si aggiungerà quella per un’infezione temibile e misteriosa, che può colpire un essere indifeso come il neonato.

    La pandemia può aver comportato una nuova organizzazione familiare. Il papà può lavorare in smart working a casa e avere bisogno di un suo spazio; nella stessa casa possono esserci altri figli, prima impegnati con la scuola a distanza e ora in difficoltà a causa delle limitazioni nelle relazioni sociali. Oppure ancora la famiglia può vivere difficoltà lavorative legate alla crisi economica che caratterizza questo periodo. La pandemia può quindi diventare un amplificatore di emozioni che i genitori si trovano a vivere, in un periodo caratterizzato da gioia e amore per il neonato, ma anche da grande stress e fatica fisica.

    La rete sociale che in condizioni normali è di grande supporto alla neomamma verrà a ridursi. E’ quindi ancora più importante il supporto che i genitori possono scambiarsi a vicenda e la capacità di riadattamento della relazione di coppia, in un momento caratterizzato da emozioni contrastanti.

    Quali consigli si possono dare alle neo mamme per affrontare un momento così complesso?

    L’immagine che più rappresenta l’idea di aiuto è quello della matrioska: il papà si prende cura della mamma, che a sua volta si prende cura del bambino.

    Ecco alcuni consigli pratici per la neo mamma:

    • Chiedere aiuto al partner, anche se non lo offre spontaneamente
    • Condividere le proprie preoccupazioni e le difficoltà
    • Coinvolgere il partner nella cura del bambino fin dall’inizio, apprezzando i suoi tentativi
    • Suggerire come voler essere aiutati piuttosto che criticare
    • Ragionare su come dividere le mansioni domestiche provando a fare una vita più semplice possibile, limitandosi alle cose essenziali
    • Assicurarsi di avere momenti durante la giornata piacevoli e solo per se stessa per “staccare la spina”.

     

    La situazione oggi non è ancora tornata alla “normalità”. Quali suggerimenti può dare a tutti i genitori per continuare a gestire una situazione così complessa?

    Prima di tutto è importante cercare di dare un senso alle risposte emotive di ciascun membro della famiglia. L’adulto dovrà impegnarsi a decifrare le emozioni che sono dietro i comportamenti, propri e dei familiari, a volte di rabbia o di chiusura, ad esempio. Una volta riconosciute, il genitore potrà legittimarle, senza colpevolizzarsi o colpevolizzare l’altro, riconoscendo che in un periodo molto stressante se non traumatico come quello attuale, è normale accusare emozioni e sintomi negativi (stanchezza, ansia, disturbi del sonno, tristezza, rabbia, ecc).

    Per cercare di ridurre i conflitti che derivano dalla lunga convivenza in casa è consigliabile negoziare momenti di vicinanza e di lontananza tra i familiari. Quindi sarà importante:

    • rispettare il più possibile gli spazi individuali (fondamentale con i figli adolescenti)
    • coinvolgere i figli nelle attività comuni di casa
    • creare momenti familiari di connessione genitori-figli (i figli adolescenti possono insegnare ai genitori ad utilizzare meglio le tecnologie, giocare insieme creando un clima collaborativo e di sana competizione, fare un’attività sportiva insieme)
    • salvaguardare momenti per la coppia

     

    Nei momenti di inevitabile stanchezza e conflittualità sarà importante sforzarsi di trovare dei punti di incontro, di negoziazione e di riparazione per superare le fisiologiche divergenze.

    E’ fondamentale tenere sempre a mente che la casa e la famiglia devono essere, oggi più che mai, un rifugio sicuro per contrastare l’insicurezza che percepiamo quando siamo fuori, per la paura del contagio e per la precarietà economica.