Interventistica spinale TAC guidata. Intervista al dott. Luigi Manfrè - UPMC Salvator Mundi International Hospital
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    • 09 MAG 22
    Interventistica spinale TAC guidata. Intervista al dott. Luigi Manfrè

    Interventistica spinale TAC guidata. Intervista al dott. Luigi Manfrè

    Oggi numerose problematiche della colonna vertebrale hanno il vantaggio di poter essere affrontate con procedure radiologiche di interventistica spinale TAC guidata. Abbiamo chiesto al dott. Luigi Manfrè – specialista in Radiologia diagnostica ed interventistica che in UPMC Salvator Mundi effettua soprattutto interventistica spinale percutanea mininvasiva – di parlare di alcune delle patologie più frequenti che possono essere trattate con questa tecnica innovativa.

    Dott. Luigi Manfrè, specialista in Radiologia diagnostica ed interventistica

    Dott. Manfré, innanzitutto quali sono i vantaggi delle innovative procedure interventistiche TAC guidate rispetto alla chirurgia tradizionale?

    Le tecniche percutanee TAC guidate di interventistica spinale, quando è possibile applicarle, consentono notevoli vantaggi, tra cui:

    • precisione millimetrica dell’intervento e riduzione di complicanze o rischi operatori, grazie alla visione in tempo reale 3D del volume corporeo del paziente;
    • nessuna anestesia generale ma solo locale;
    • tempi di intervento, di degenza e recupero ridotti: generalmente gli interventi hanno una durata che oscilla da pochi minuti a un massimo di 60, riducendo di fatto anche i tempi di degenza, e consentono un ritorno precoce alla normale attività quotidiana;
    • assenza di cicatrici

     

    Quali sono le principali patologie trattate con questa tecnica?

    Tra le principali patologie trattate possiamo parlare delle fratture vertebrali osteoporotiche e tumorali ed anche del dolore cronico lombare e sciatico.

    In Italia si verificano 45.000 casi di fratture vertebrali osteoporotiche ogni anno e 15.000 i ricoveri ospedalieri per frattura vertebrale osteoporotica, traumatica o neoplastica, conseguenze della malattia e causa di dolori invalidanti che costringono il paziente all’immobilità.

    Quanto è frequente e qual è la causa principale del dolore cronico lombare e sciatico?

    In realtà le cause dì dolore cronico sciatico o dì dolore cronico lombare sono innumerevoli così come non esiste una precisa tipologia di pazienti: il dolore cronico può affliggere pazienti magri o in sovrappeso, giovani o di terza età , sedentari o sportivi. La sfida principale consiste proprio nel fare una diagnosi quanto più accurata possibile della causa del dolore, per poi poter applicare efficacemente la terapia corretta.

    Dott. Manfrè come si interviene in caso di fratture vertebrali osteoporotiche e tumorali? Quali i trattamenti di elezione?

    Una frattura vertebrale, indipendentemente dalla malattia che la causa (osteoporosi, tumore o trauma) presenta due problemi principali:

    1. L’instabilità ossea e la necessità dì bloccare i frammenti;
    2. Il dolore spesso intollerabile.

    Le nuove tecniche dì vertebroplastica, iniettando in semplice anestesia locale il cemento medico, risolvono entrambi i problemi, solidificando all’istante la frattura. Per le vertebre tumorali poi è oggi possibile utilizzare, contemporaneamente all’intervento, tecniche dì radio o crioablazione, con lo scopo di ottenere distruzione del tessuto neoplastico, a supporto delle metodiche chemioterapiche e radioterapiche.

    Ed in caso di dolore cronico vertebrale?

    La genesi e la terapia del dolore cronico vertebrale sono in realtà concetti estremamente nuovi. Solo da pochi anni si è compreso come spesso, alla base di un dolore vertebrale cronico, ci sia uno stato di infiammazione permanente della vertebra. Avendo compreso il meccanismo, oggi il dolore vertebrogenico viene rapidamente risolto con le tecniche di ablazione vertebrale percutanee, che, in pochi minuti, determinano la denervazione vertebrale con la scomparsa del dolore.

    La neuromodulazione è considerata la soluzione consigliata per il dolore cronico sciatico? In cosa consiste?

    Il dolore cronico sciatico è spesso conseguenza di un danno ormai permanente a carico del nervo stesso, solitamente determinato da patologia compressiva datante lungo tempo, come ad esempio un’ernia discale. Il dolore in questo caso è resistente ai farmaci e, nascendo direttamente dal nervo, non recede neanche eliminando la causa che lo ha determinato.
    La Neuromodulazione consiste in uno stordimento “elettrico” del nervo sciatico: in pratica, accanto al ganglio del nervo (cioè la “centrale” operativa del nervo sciatico), viene posto un piccolo elettrocaterere che, in maniera del tutto indolore, depolarizza il ganglio, impedendo cioè al ganglio di ricevere i segnali del dolore, con effetto spesso permanente e definitivo, evitando così al paziente la necessità di controllare il dolore assumendo farmaci quotidianamente.

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