Prolasso degli organi pelvici: intervento mininvasivo con tecnica P.O.P.S. Intervista alla dott.ssa Valeria Gianfreda - UPMC Salvator Mundi International Hospital
    • 12 FEB 21
    Prolasso degli organi pelvici: intervento mininvasivo con tecnica P.O.P.S. Intervista alla dott.ssa Valeria Gianfreda

    Prolasso degli organi pelvici: intervento mininvasivo con tecnica P.O.P.S. Intervista alla dott.ssa Valeria Gianfreda

    Il prolasso degli organi pelvici o prolasso pelvico multiorgano rappresenta una problematica largamente diffusa tra le donne, spesso considerata tabù e purtroppo causa di grande disagio e impatto soprattutto nella sfera relazionale. Molto spesso le donne hanno reticenza nel manifestarla e nel decidere di rivolgersi ad uno specialista.
    A parlare di questa patologia, di come affrontarla, prevenirla e curarla è la dott.ssa Valeria Gianfreda, Chirurgo dell’apparato digerente, colon-proctologo e degli organi pelvici, con oltre 15 anni di esperienza nella chirurgia oncologica e laparoscopica mininvasiva e nel trattamento delle patologie colonproctologiche e della pelvi femminile (emorroidi, prolasso rettale, prolasso vescicale, prolasso uterino e vaginale, incontinenza urinaria,  incontinenza fecale e stipsi).

    Dott.ssa Valeria Gianfreda, medico chirurgo UPMC Salvator Mundi International Hospital

    La sua attività si svolge in UPMC Salvator Mundi International Hospital nell’ambito del Servizio di medicina di genere – Cura e prevenzione Donna.

    Una donna, dunque, che si occupa di donne per patologie femminili. Questo, dottoressa Gianfreda, è particolarmente importante per le pazienti.

    Considerando quanto il tema sia delicato e importante nella vita di una donna, impattante sulla qualità della vita sociale e professionale, credo possa essere un elemento di aiuto per approcciarsi al problema. Per questo metto sempre particolare attenzione alla fase di consulto con le pazienti.

    Il prolasso rappresenta una patologia così diffusa? Quali sono le cause?

    Si, interessa molte donne. Le cause sono multifattoriali. Alla base c’è la familiarità. Tra gli altri motivi scatenanti sono da considerare le gravidanze, gli squilibri ormonali che si verificano nel corso della vita di una donna, così come le repentine e considerevoli variazioni di peso corporeo, quindi spesso associate a disturbi alimentari.

    Si può fare qualcosa per prevenirla?

    Per la prevenzione del prolasso degli organi pelvici è sicuramente molto importante mantenere tono ed elasticità con la ginnastica del pavimento pelvico, in particolare nel post parto e nel periodo perimenopausale; così come si deve prestare attenzione nel seguire un regime dietetico ricco di fibre, frutta e verdura.

    Come si può riconoscere la patologia? Si manifesta con sintomi riconoscibili?

    Il prolasso degli organi pelvici o prolasso pelvico multiorgano si manifesta con sintomi variegati.
    Per quanto riguarda i disturbi della sfera urinaria, il prolasso vescicale, si avverte una sensazione di peso vescicale, incontinenza urinaria o incompleto svuotamento urinario.
    I disturbi della sfera genitale, invece, sono spesso accompagnati da dolore nei rapporti sessuali, anorgasmia, disturbi nelle fasi mestruali e legati ai cambiamenti ormonali, discesa dell’utero, senso di peso vaginale.
    Le problematiche del retto, infine, possono comportare incompleta evacuazione, stitichezza, disturbi delle emorroidi, dell’ano, sanguinamenti anali.
    L’importante è imparare a conoscere il proprio corpo, sviluppare sensibilità e attenzione verso se stesse, per poter riconoscere presto i sintomi.

    Dott.ssa Gianfreda, perché si parla di prolasso pelvico “multiorgano”?

    Perché vescica, utero e retto sono organi estremamente connessi l’uno all’altro. Per questo è fondamentale un approccio complessivo, tricompartimentale, multiorgano, che consenta di curarli tutti contestualmente.

    A quale tipo di specialista ci si deve rivolgere per poter eventualmente diagnosticare e affrontare la patologia in questa visione multiorgano?

    Lo specialista più idoneo è il chirurgo della pelvi o chirurgo pelvico che effettua sia una visita ginecologica che colonproctologica. Dopo la visita e un’attenta anamnesi per indagare cause e sintomi, se necessario, il chirurgo darà indicazione di eseguire la defecorisonanza, l’esame strumentale radiologico (senza mezzo di contrasto) considerato gold standard per verificare la presenza e lo stato del prolasso.

    Come si risolve, quando è necessario intervenire?

    E’ necessario intervenire chirurgicamente a partire dalla diagnosi di prolasso superiore al II grado. In questi casi propongo, quando possibile, l’intervento chirurgico con tecnica P.O.P.S: Pelvic Organ Prolapse Suspension – Sospensione degli organi pelvici, al quale è sempre bene prepararsi con la ginnastica pelviperineale, che dovrà essere eseguita sia nella fase pre operatoria che nella fase post operatoria, circa 1 mese dopo l’intervento.

    Cos’è l’intervento con tecnica P.O.P.S?

    Si tratta di una metodologia mininvasiva, applicata in laparoscopia. Vengono effettuate 3 piccole incisioni di 1 cm attraverso le quali viene applicata nell’addome una rete in polipropilene a forma di V, chiamata Mesh, ancorata a utero, vagina e organi che devono essere sospesi. La rete va a sostenere gli organi pelvici che tornano così nella loro posizione corretta. Il trattamento consente di correggere contestualmente, in un unico intervento chirurgico, il prolasso della vescica, dell’utero e del retto e di conseguenza anche i disturbi nella minzione e defecazione. In media l’intervento ha una durata di 120 minuti e richiede generalmente 3 giorni degenza, con una rapida ripresa della vita normale e della  attività lavorativa.

    Quali sono, dott.ssa Gianfreda, i vantaggi dell’intervento con tecnica P.O.P.S?

    L’intervento con tecnica P.O.P.S consente di conservare l’utero, naturalmente quando possibile in assenza di patologie. Questo credo sia uno dei vantaggi principali e degli aspetti anche psicologicamente più rilevanti per una donna. Permette inoltre di eseguire il ripristino dell’anatomia degli organi pelvici e ricostituire i legamenti lesionati in un’unica operazione, per tornare alla vita normale, riacquistandone la qualità, in un mese circa.