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    • 20 MAG 22
    Robot per l’impianto di protesi di anca e ginocchio. Intervista al prof. Fabio Catani

    Robot per l’impianto di protesi di anca e ginocchio. Intervista al prof. Fabio Catani

    L’attività di chirurgia ortopedica e, in particolare, protesica, in UPMC Salvator Mundi International Hospital può contare su professionisti dalla vasta esperienza e su tecnologie all’avanguardia per una maggiore sicurezza e minore invasività.

    Oggi parliamo della chirurgia ortopedica protesica robotica per il trattamento delle problematiche di anca e ginocchio. Lo facciamo con uno dei massimi esperti del settore, il professor Fabio Catani, direttore della Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Policlinico di Modena.

    Prof. Fabio Catani, direttore della Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Policlinico di Modena.

    Innanzitutto, prof. Catani, cosa si intende quando parliamo di chirurgia robotica?

    L’utilizzo della chirurgia robotica per l’impianto delle protesi di anca e ginocchio si avvale di due strumenti molto importanti: il sistema robotico e la TAC. Prima di intervenire chirurgicamente con il sistema robotico, si effettua la TAC dell’articolazione. La TAC pre-operatoria permette di pianificare l’intervento chirurgico in modo accurato, preciso e poco invasivo, con maggiore sicurezza: questa tecnica consente, infatti, di non danneggiare i tessuti tendinei, legamentosi e neuro-vascolari peri articolari. Tutto ciò migliora la funzione articolare e minimizza il dolore nell’immediato post-operatorio, agevolando la riabilitazione.

    Quali sono i vantaggi che comporta e quali i tempi di recupero?

    I pazienti operati di protesi di anca e di ginocchio, sia parziale che totale, iniziano la fisioterapia nell’immediato post-operatorio utilizzando ausili per camminare e per salire e scendere le scale, grazie ad una chirurgia estremamente conservativa sulle strutture capsulo-legamentose e muscolari e per un posizionamento delle componenti protesiche personalizzate in base all’anatomia del paziente.

    Per quali pazienti ed in quali casi è consigliato l’intervento robotico di protesi ad anca e ginocchio?

    I pazienti affetti da artrosi di anca e ginocchio monocompartimentale e tricompartimentale possono essere operati con tecnica robotica senza limiti di età.

    Parlando con i numeri, quale la casistica e quante le evidenze scientifiche che dimostrano i vantaggi di questo tipo di chirurgia?

    Il sistema robotico Mako ha un’applicazione clinica da oltre 10 anni. La prima applicazione è stata nella chirurgia protesica di ginocchio monocompartimentale. I dati clinici presenti nei registri internazionali e nelle pubblicazioni scientifiche dimostrano chiaramente un vantaggio della chirurgia robotica rispetto a quella tradizionale. Lavori clinici sulla chirurgia protesica robotica di anca e ginocchio stanno dimostrando nel breve periodo (2-5 anni) buoni risultati soprattutto nel post-operatorio come controllo del dolore e ripresa della funzione. Nella chirurgia protesica dell’anca, la lussazione di anca è diventata complicanza molto rara e molto ridotta rispetto alla chirurgia convenzionale, inoltre viene rispettata la lunghezza degli arti in modo fisiologico.

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