Diabete. Gestione e trattamento migliorano grazie all'innovazione. Intervista al dott. Claudio Ventura - UPMC Salvator Mundi International Hospital
    • 27 DIC 21
    Diabete. Gestione e trattamento migliorano grazie all’innovazione. Intervista al dott. Claudio Ventura

    Diabete. Gestione e trattamento migliorano grazie all’innovazione. Intervista al dott. Claudio Ventura

    Il diabete. Una patologia che riguarda quasi 4 milioni di italiani, oltre il 6% della popolazione adulta, ma si stima che il “sommerso”, il numero di casi non diagnosticati, raggiunga numeri ben più elevati, tanto che la SID, Società italiana diabetologia, ritiene che la metà delle persone che vivono con il diabete non sanno di averlo. Sembra che proseguendo di questo passo, entro il 2045, le persone con diabete nel mondo saranno oltre 700 milioni.

    L’aumento di casi di sovrappeso e obesità, stili di vita scorretti, alimentazione sbagliata, sedentarietà, eccesso di alcool, il tabagismo, sono tra i fattori che nei Paesi industrializzati concorrono alla crescita del diabete sia tra gli adulti che tra i più giovani. Fattori di rischio ormai noti, come lo sono anche la familiarità per la patologia e il rischio, ad esempio, per le donne in gravidanza di diabete gestazionale. Tutti elementi che conducono alla stessa conclusione: l’importanza della prevenzione, di controlli periodici che consentano di monitorare il proprio stato di salute, particolarmente importanti anche per gli over 45. Caratteristica della patologia è la possibilità di essere presente in maniera asintomatica, andando ad alimentare il rischio di sviluppare complicanze diabete-correlate.

    Oggi però, a 100 anni dalla scoperta dell’insulina, veniamo alle novità. Parliamo di cosa è cambiato nell’individuazione e nella gestione del diabete. Lo chiediamo al nostro esperto diabetologo, il dott. Claudio Ventura, specialista in Medicina Interna ed Endocrinologia in UPMC Salvator Mundi International Hospital.

    Dott. Claudio Ventura, specialista in Medicina Interna ed Endocrinologia UPMC Salvator Mundi International Hospital

    Dott. Ventura, ci sono novità per chi soffre di diabete?

    Per fortuna sì, per fortuna perché molti ne sono affetti, tanti, uno su tre, addirittura senza saperlo. Sappiamo che il diabete causa danni molto gravi agli occhi, ai reni, ai nervi periferici ed alle arterie del cervello del cuore e degli arti. Fortunatamente, però, la ricerca medico-scientifica, ha portato importanti novità e questo su due fronti, diagnostico-gestionale e di trattamento.

    Abbiamo detto che individuare precocemente il diabete, così come imparare a tenerlo sotto controllo, può fare una grande differenza. Di quale innovazione in campo diagnostico possiamo parlare, dottor Ventura?

    Parliamo in primis della possibilità di controllare la glicemia senza continue punture sul dito continuativamente, minuto per minuto. Abbiamo oggi a disposizione nuovi apparecchi che ci consentono di individuare, e correggere, gli errori, sia nella terapia sia in abitudini insospettate. Strumenti dotati anche di piccoli allarmi, utili al paziente nel segnalare se la glicemia sale o scende eccessivamente.

    Dott. Ventura, cosa è cambiato, invece, nelle modalità di trattamento del diabete?

    Nel trattamento, le novità riguardano i farmaci per il diabete di tipo 2, quello dell’adulto per intenderci, una volta anche detto alimentare. Questi nuovi farmaci hanno il vantaggio di non indurre ipoglicemia, agendo in modo intelligente, riducendo la glicemia solo se troppo alta e non se normale. Sono farmaci che agiscono su più fronti: consentono di ridurre il peso corporeo, sempre necessario in chi è affetto da questa malattia, riducono la pressione arteriosa e, soprattutto, sono funzionali alla normalizzazione della glicemia. Prevengono o riducono, dunque, le gravi complicanze del diabete, tra le quali lo scompenso cardiaco, l’insufficienza renale, l’aterosclerosi con i suoi esiti devastanti come l’ictus e l’infarto.

    Quanta differenza, nella gestione del diabete, può fare un controllo costante così come un consulto periodico con il proprio diabetologo di fiducia?

    Può fare una grande differenza. Lo specialista monitora lo stato del paziente ed anche il suo stile di vita, passo dopo passo, adeguando il trattamento ai vari step della malattia ed affrontando il percorso insieme al paziente, accompagnandolo nella gestione della patologia da valutare in maniera multidisciplinare e costante. La gestione può essere impegnativa e complessa ma oggi molto più agevole che in passato, grazie anche alle innovazioni a disposizione.