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    • 17 MAG 22
    Ortopedia. Protesi d’anca con tecnica AMIS. Intervista al dott. Luca Garro

    Ortopedia. Protesi d’anca con tecnica AMIS. Intervista al dott. Luca Garro

    Intervento di protesi d’anca con accesso anteriore mininvasivo.

    Una tecnica rivoluzionaria per la chirurgia dell’anca: accesso anteriore mininvasivo per l’intervento di protesizzazione, noto anche con l’acronimo di AMIS (Anterior Mini-Invasive Surgery).
    Cos’è e come funziona: ne parliamo con il dott. Luca Garro, medico ortopedico, specializzato in chirurgia protesica dell’anca e del ginocchio, che in UPMC Salvator Mundi svolge attività ambulatoriale e chirurgica.

    Dott. Luca Garro, specialista in Ortopedia e Traumatologia

    Dott. Garro qual è la caratteristica principale di questo tipo di intervento?

    La peculiarità di questa tecnica è rappresentata dalla possibilità di mantenere completamente intatto il tessuto muscolare, da cui l’anca è completamente circondata. Passando attraverso un intervallo naturale esistente tra i muscoli, si riesce a impiantare la nuova articolazione senza danneggiare il tessuto muscolare.

    Chi si può sottoporre a questo tipo di intervento ed in quali circostanze?

    Non esiste un vero e proprio limite di età per l’intervento di protesi d’anca: dipende dalle condizioni generali del paziente. La tecnica mininvasiva è ideale per i pazienti considerati giovani per questo tipo di intervento, vale a dire al di sotto dei 65 anni di età. Chiaramente è il top nei pazienti 30-40enni.

    La metodologia mininvasiva AMIS può essere impiegata quindi anche su pazienti anziani.

    Sì, la tecnica AMIS si rivela particolarmente indicata anche per le persone più anziane. Consente infatti di evitare un lungo allettamento e la conseguente atrofia muscolare che ne potrebbe derivare.
    Una tecnica innovativa, per tutti i pazienti.

    Utilizzando questa tecnica si affrontano gli stessi rischi di un intervento chirurgico tradizionale?

    Attraverso gli accessi tradizionali esiste un potenziale rischio di intaccare la muscolatura con una conseguente perdita di funzionalità parziale o totale dei muscoli incontrati “sulla strada”; non ultimo il pericolo di lussazione protesica, dovuto alla perdita del muro muscolare che circonda l’articolazione. Con la tecnica AMIS si elimina questo tipo di rischio.

    Quali sono i vantaggi della protesi d’anca effettuata con accesso anteriore mininvasivo?

    I vantaggi per il paziente sono molti, per elencare i più rilevanti:

    • si esclude la necessità di ricorrere a trasfusioni, grazie ad una perdita di sangue estremamente ridotta;
    • si preserva la muscolatura al 100%, quindi a distanza di 2 ore dall’operazione, il paziente è di nuovo in piedi e può camminare in modo stabile sulle proprie gambe;
    • si riduce il dolore post-operatorio con conseguente minore utilizzo di antidolorifici;
    • si abbreviano i tempi di recupero: nell’arco di un mese, o poco più, il paziente può tornare a svolgere le sue normali attività quotidiane.

    Dopo quanto tempo dall’intervento si può riprendere l’attività sportiva?

    I pazienti più giovani sono in grado di tornare ad un’attività sportiva controllata dopo circa 6 mesi (attività che non implichi il contatto fisico potenzialmente traumatico). Fra le attività suggerite dalla Hip Society (società mondiale di chirurgia dell’anca) va ricordato il tennis, golf, ciclismo, nuoto, ma anche jogging su superfici morbide.

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