Chirurgia Bariatrica - UPMC Salvator Mundi International Hospital
  • Chirurgia Bariatrica

    Cos'è la chirurgia bariatrica

    La chirurgia bariatrica è una branca della chirurgia generale che si occupa del trattamento dell’obesità e delle sue complicanze, per consentire al paziente di ritrovare salute e benessere.
    Grazie alla chirurgia bariatrica il paziente che soffre di obesità può dimagrire e migliorare, o addirittura risolvere, le numerose patologie correlate all’obesità come ad esempio il diabete mellito di tipo II, l’ipercolestertolemia, l’ipertensione arteriosa.
    In particolare, per quanto riguarda il compenso glicemico, studi clinici evidenziano un sostanziale miglioramento o addirittura una risoluzione del diabete mellito di tipo 2 ottenuto con la chirurgia bariatrica indipendentemente dal calo ponderale.
    Ricerche scientifiche evidenziano come il rischio di sviluppare il cancro del colon-retto sia minore del 35% nei pazienti che si sottopongono a chirurgia bariatrica rispetto a chi non ricorre a questo tipo di interventi. Allo stesso modo, a 5 anni dall’operazione, il paziente ha lo stesso rischio di una persona sana di incorrere in una patologia cardiovascolare.
    La validità dell’approccio chirurgico – grazie anche al continuo miglioramento delle tecniche chirurgiche – è ormai ampiamente dimostrata e testimoniata dal continuo aumento del numero di interventi effettuati annualmente.

    Definizione di obesità

    L’obesità viene definita mediante l’Indice di Massa Corporea (IMC o BMI) che si calcola dividendo il peso (in kg) per il quadrato dell’altezza (in metri). Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), se l’IMC risulta essere tra 25 e 29,9 si parla di “sovrappeso”, mentre quando è pari o superiore a 30 si parla di “obesità”.
    L’eccesso di peso, oltre a causare disabilità fisiche e problemi psicologici, aumenta drasticamente il rischio di sviluppare numerose patologie tra cui malattie cardiovascolari, cancro e diabete, riducendo qualità e aspettativa di vita.

    Quando effettuare un intervento di chirurgia bariatrica

    La decisione di ricorrere alla chirurgia bariatrica è comunque il frutto di un’attenta ed elaborata anamnesi delle condizioni di salute complessive del paziente con obesità. In UPMC Salvator Mundi International Hospital, il paziente viene accolto e guidato nel suo percorso – diagnostico prima e di cura poi – da un team multidisciplinare costituito in particolare, oltre che dal chirurgo, dall’endocrinologo, dal dietologo e dallo psicologo/psichiatra; non è affatto trascurabile, infatti, l’impatto psicologico che la patologia, ma anche sia il percorso di trattamento che di follow-up, hanno a livello personale e sociale.
    Qualora – dopo attenta valutazione da parte dell’equipe dello stato della singola persona – si evidenzi l’impossibilità di ridurre il peso con altri approcci terapeutici, viene consigliato di sottoporsi ad intervento di chirurgia bariatrica.
    Nel dettaglio è possibile sottoporsi ad un intervento di chirurgia bariatrica quando:

    – IMC ≥ di 40.
    – IMC ≥ di 35 in presenza di patologie obesità-legate.
    – IMC ≥ di 30 in presenza di diabete mellito di tipo II.

    I servizi

    Metodiche ad azione restrittiva

    Si interviene con una restrizione reversibile dello stomaco per indurre un rapido senso di sazietà:

    Bendaggio gastrico regolabile: l’intervento di bendaggio gastrico regolabile viene solitamente effettuato in pazienti giovani con grado di obesità iniziale con un indice IMC minore di 40, psicologicamente stabili, fortemente collaborativi e motivati a seguire l’intenso e preciso regime dietetico di follow up.
    Si posiziona un anello di silicone a 1,5 cm dalla giunzione esofago-gastrica e si crea una piccola tasca gastrica (del volume di 20-30 ml) e, attraverso l’applicazione di un particolare dispositivo (port), l’intervento consente di ridurre il passaggio di cibo fra le due parti di stomaco che si trovano sopra e sotto il bendaggio

    Metodiche ad azione restrittiva e funzionale

    Si interviene con una restrizione dello stomaco, associato o meno a tratti di intestino bypassati a seconda del tipo di operazione. Si agisce sugli ormoni per indurre il senso di sazietà.

    Sleeve gastrectomy: l’intervento di Gastrectomia verticale parziale (Sleeve gastrectomy) può essere effettuato come intervento primario o come primo intervento in previsione di un successivo by-pass gastrico nei pazienti super obesi con un indice IMC maggiore di 50. Consiste in una riduzione verticale di circa 3/4 di stomaco. Lo stomaco residuo avrà un volume di circa 100 – 150 ml ed avrà la forma di una manica, da cui il termine inglese “sleeve”. Questo intervento di resezione gastrica verticale con tubulizzazione dello stomaco residuo è di tipo irreversibile (la porzione di stomaco che subisce resezione non può essere recuperata). Nello specifico, oltre all’aspetto puramente restrittivo, e quindi all’inevitabile riduzione dell’introduzione di cibo, contribuiscono al dimagrimento numerose modificazioni ormonali. L’asportazione di questa porzione di stomaco si traduce nella riduzione della produzione di alcuni ormoni responsabili della fame e nell’aumento della produzione di altri che aumentano il senso di sazietà. La sleeve gastrectomy è la procedura di chirurgia bariatrica più eseguita in Italia e nel mondo.

    Bypass gastrico: il Bypass Gastrico viene eseguito nei pazienti con un indice IMC maggiore di 40 che soffrono anche di diabete 2, ipertensione, insufficienza cardiorespiratoria e apnee notturne, dislipidemia, artrosi dell’anca e del ginocchio.
    Viene consigliato in particolare a chi soffre di reflusso gastroesofageo, ai “mangiatori di dolci” ed a persone non in grado di seguire con costanza e puntualità una condotta alimentare corretta.
    Si confeziona una piccola tasca gastrica (che quindi può contenere piccole quantità di cibo) del volume di circa 30 ml a cui si collega (si anastomizza) un’ansa del digiuno recuperata a circa 80/100 cm dall’angolo duodeno-digiunale di Treitz. Questo si definisce tratto alimentare.
    Dopo questo intervento, lo stomaco escluso, il duodeno e le vie biliari non sono più esplorabili con le metodiche radiologiche ed endoscopiche standard.

    Metodiche ad azione malassorbitiva

    Minigastric by-pass o By-pass gastrico con anastomosi singola o con anastomosi unica: è un intervento di tipo restrittivo. Viene creata una piccola tasca gastrica verticale, del volume di circa 60 ml, e poi unita (anastomosi) all’intestino tenue, “saltando” (by-passando) un tratto di 200-250 cm di piccolo intestino misurati a partire dal duodeno. Lo stomaco e il duodeno vengono quindi esclusi dal transito degli alimenti. Il calo di peso corporeo determinato dal mini by-pass è dovuto al meccanismo della riduzione della quantità di cibo introdotta. Il passaggio di cibo appena masticato, ma non digerito, in un tratto di intestino che non era abituato a riceverlo in questa forma, inoltre, determina una stimolazione che genera un senso di sazietà precoce.
    Dopo questo intervento, lo stomaco escluso, il duodeno e le vie biliari non sono più esplorabili con le metodiche radiologiche ed endoscopiche standard.

    Redo-surgerey: è l’attività chirurgica bariatrica di “secondi interventi”. Una sorta di intervento correttivo, di re-intervento.
    Purtroppo alcuni interventi possono, in percentuali diverse, dare complicazioni (ad esempio vomito continuo o gravi carenze nutrizionali) o fallire nella perdita di peso. Da qui la possibilità di poter effettuare un secondo intervento correttivo per rendere il primo più efficace o per “ristabilire” gli effetti del primo. Si parla di chirurgia di conversione, di revisione o di restaurazione.

    L'equipe